La Fattura

Tutto Quello che Bisogna Sapere sulla Fattura

Fattura Cointestata

Quando un’impresa o un professionista vende beni o presta servizi a più persone, può sorgere il problema di come intestare la fattura. È il caso, per esempio, di due comproprietari che commissionano lavori di ristrutturazione oppure di un notaio che presta la propria attività nell’interesse di più soggetti.

La fattura cointestata può essere utilizzata per rappresentare un’operazione che coinvolge più clienti, ma occorre distinguere la possibilità di indicare diversi soggetti nel documento dalle modalità di identificazione del destinatario fiscale. In particolare, la fatturazione elettronica attraverso il Sistema di Interscambio prevede regole tecniche che non consentono di inserire liberamente più intestatari nello stesso campo XML.

Indice

  • 1. Quando è Possibile Emettere una Fattura Cointestata
  • 2. Come Fare una Fattura Elettronica Cointestata
  • 3. Fattura Cointestata e Detrazioni Fiscali
  • 4. Meglio una Fattura Cointestata o Due Fatture Separate

Quando è Possibile Emettere una Fattura Cointestata

L’articolo 21 del DPR 633/1972 disciplina il contenuto della fattura e prevede, tra gli elementi obbligatori, i dati identificativi del cedente o prestatore e del cessionario o committente. Devono inoltre essere indicati la data, il numero progressivo che identifica univocamente il documento, la descrizione dell’operazione e gli importi rilevanti ai fini IVA.

La disciplina si applica alle operazioni per le quali è prevista l’emissione della fattura, tenendo conto delle eventuali esenzioni, esclusioni e modalità particolari di certificazione dei corrispettivi. Per le operazioni soggette all’obbligo di fatturazione elettronica, il documento deve essere predisposto in formato XML e trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio.

La presenza di più persone interessate alla stessa operazione non significa automaticamente che sia possibile riportare più identificativi fiscali nella sezione destinata al cliente.

L’Agenzia delle Entrate ha affrontato espressamente il problema nella risoluzione n. 87/E del 5 luglio 2017, dedicata alla comunicazione dei dati delle fatture. Nel documento viene precisato che la fattura cointestata non è ritenuta plausibile nei rapporti nei quali il cessionario o committente è un soggetto passivo IVA, mentre per le operazioni verso soggetti non passivi IVA la compilazione della sezione relativa agli identificativi fiscali deve riportare i dati di uno solo dei soggetti.

Questo chiarimento, formulato nel contesto delle comunicazioni dei dati delle fatture, resta utile per comprendere la distinzione tra rapporti B2B e B2C. Occorre tuttavia applicarlo insieme alle attuali specifiche della fatturazione elettronica, senza confondere le precedenti comunicazioni fiscali con il tracciato XML utilizzato dallo SdI.

La risoluzione può essere consultata nella banca dati del Dipartimento delle Finanze, risoluzione 87/E del 2017.

Come Fare una Fattura Elettronica Cointestata

Il tracciato XML della fattura elettronica ordinaria prevede un blocco denominato CessionarioCommittente, destinato all’identificazione fiscale del cliente. La struttura non consente di inserire più blocchi equivalenti per indicare più destinatari fiscali della stessa fattura.

Quando la prestazione riguarda due o più persone fisiche che agiscono come consumatori privati, una soluzione operativa consiste nell’indicare nella sezione CessionarioCommittente i dati di uno dei soggetti e riportare le informazioni relative agli altri nei campi descrittivi disponibili.

Per esempio, se un servizio viene reso congiuntamente a due comproprietari, è possibile indicare i dati fiscali del primo nella sezione del destinatario e riportare nella descrizione o nella causale che la prestazione riguarda anche il secondo, identificandolo con nome, cognome e codice fiscale.

Questa modalità è coerente con i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in materia di fatturazione elettronica, anche in relazione alle prestazioni rese dagli asili nido a favore di più componenti dello stesso nucleo familiare. In tali situazioni è stata indicata la possibilità di intestare il documento a un genitore e inserire il codice fiscale dell’altro in un campo a descrizione libera.

È importante ricordare che il secondo nominativo riportato nella descrizione non diventa automaticamente un ulteriore destinatario fiscale del file XML. Il Sistema di Interscambio identifica il cliente attraverso i dati presenti nell’apposito blocco e utilizza tali informazioni anche per il recapito o la messa a disposizione del documento.

Non è quindi corretto inserire due codici fiscali nello stesso campo destinato all’identificativo fiscale del cliente, né modificare manualmente la struttura XML per aggiungere una seconda sezione CessionarioCommittente non prevista dal tracciato.

Se l’operazione riguarda due imprese o due professionisti che agiscono come soggetti passivi IVA, è generalmente più appropriato emettere documenti distinti, attribuendo a ciascun committente la parte del corrispettivo che gli compete secondo il rapporto effettivo.

Le caratteristiche del tracciato elettronico e i controlli effettuati dal Sistema di Interscambio sono illustrati nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate alla fatturazione elettronica.

Fattura Cointestata e Detrazioni Fiscali

Uno dei casi nei quali si pone più frequentemente il problema della cointestazione riguarda le spese sostenute da più soggetti per interventi edilizi su un immobile.

Per esempio, due comproprietari possono sostenere insieme il costo di lavori di ristrutturazione. In questa situazione è necessario verificare come documentare correttamente la spesa e quali soggetti possano usufruire dell’eventuale detrazione fiscale.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, nel caso di due comproprietari, se la fattura e il bonifico sono intestati a uno soltanto di essi ma entrambi hanno effettivamente sostenuto le spese di ristrutturazione, anche il comproprietario non indicato nei documenti può beneficiare della detrazione, purché possieda gli altri requisiti e nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da lui sostenuta.

Di conseguenza, non è sempre indispensabile che la fattura riporti due intestatari fiscali per consentire a entrambi di beneficiare di un’agevolazione. La soluzione dipende dalla documentazione e dalle condizioni previste per il beneficio specifico.

È opportuno conservare le prove dei pagamenti e documentare la quota effettivamente sostenuta da ciascun soggetto. Quando si utilizzano documenti integrativi o annotazioni relative a una fattura elettronica già emessa, queste non devono essere confuse con la modifica del file XML originale trasmesso allo SdI.

La possibilità di ripartire la detrazione non dipende necessariamente dalla percentuale di proprietà dell’immobile. Se due persone sono comproprietarie al 50%, ma una sostiene interamente una determinata spesa, la ripartizione fiscale deve essere valutata considerando chi ha effettivamente sostenuto il costo e quali condizioni prevede l’agevolazione.

Le indicazioni sono contenute nella guida dell’Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni edilizie. Le percentuali di detrazione, i limiti di spesa e i requisiti devono essere verificati con riferimento all’anno dell’intervento e alla normativa applicabile.

Considerazioni analoghe sulla necessità di documentare il soggetto che sostiene la spesa possono assumere rilievo per altre agevolazioni, come quelle relative al risparmio energetico. Non bisogna tuttavia presumere che tutte le detrazioni seguano le stesse regole di intestazione e ripartizione.

Meglio una Fattura Cointestata o Due Fatture Separate

Quando una prestazione riguarda più committenti, può essere più semplice emettere fatture distinte, soprattutto se i soggetti devono registrare separatamente i costi o documentare la propria quota di spesa.

Consideriamo il caso di un notaio che svolge un incarico nell’interesse di due comproprietari di un immobile, per un corrispettivo complessivo di 2.000 euro. Se, in base al rapporto effettivo, i due committenti devono sostenere ciascuno 1.000 euro, il professionista può valutare l’emissione di due fatture distinte, ciascuna riferita alla quota pertinente.

In questo caso i due documenti devono rappresentare correttamente le prestazioni e gli importi attribuibili a ciascun cliente. La somma dei corrispettivi documentati deve essere coerente con il compenso complessivo dovuto, senza duplicazioni della base imponibile o dell’IVA.

Occorre prestare particolare attenzione anche a eventuali anticipazioni, rimborsi, tributi, oneri accessori e ritenute, che devono essere trattati secondo la disciplina specifica della prestazione professionale.

Non è corretto suddividere automaticamente la parcella in parti uguali soltanto perché i clienti possiedono quote identiche dell’immobile. La ripartizione deve essere giustificata dall’incarico e dagli accordi effettivi tra le parti.

Se invece il rapporto prevede un corrispettivo unitario riferito congiuntamente a più consumatori privati, può essere opportuno utilizzare una fattura elettronica intestata fiscalmente a uno di essi, con i riferimenti degli altri riportati nei campi descrittivi, verificando la documentazione necessaria per gli eventuali effetti fiscali individuali.

La scelta non dipende soltanto dalla comodità del programma di fatturazione, ma dalla corretta rappresentazione dell’operazione, dall’identificazione dei committenti e dagli obblighi contabili e fiscali dei soggetti coinvolti.

Non è invece più attuale il riferimento allo spesometro come adempimento da gestire in caso di fattura cointestata. La comunicazione dei dati delle fatture prevista dall’articolo 21 del DL 78/2010 è stata abrogata per le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2019, in conseguenza dell’introduzione dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica.

In conclusione, una prestazione effettuata nell’interesse di più soggetti può essere documentata indicando anche gli altri beneficiari o committenti nei campi descrittivi di una fattura elettronica destinata fiscalmente a uno solo di essi, quando questa modalità corrisponde al rapporto reale. In alternativa, possono essere emesse fatture separate per le quote effettivamente attribuibili ai diversi clienti.

Nei rapporti B2B è opportuno privilegiare la corretta fatturazione ai singoli soggetti passivi IVA. Per i consumatori privati, soprattutto quando sono coinvolte detrazioni fiscali, occorre verificare che il documento e le eventuali annotazioni consentano di dimostrare chi ha sostenuto la spesa e in quale misura, senza presumere che la sola presenza di più nomi garantisca automaticamente il diritto all’agevolazione.

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