Chiedere una nota di credito è il modo corretto per rettificare una fattura sbagliata quando l’errore incide su imponibile, aliquota o imposta, oppure quando l’operazione è venuta meno in tutto o in parte. Nel sistema IVA italiano lo strumento giuridico è la “nota di variazione in diminuzione” disciplinata dall’art. 26 del D.P.R. 633/1972: è un documento fiscale a tutti gli effetti, che riduce o azzera ciò che era stato addebitato con la fattura originaria e ne “riporta indietro” l’IVA, con effetti simmetrici per chi emette e per chi riceve. La regola fondamentale è che la fattura errata non si cancella né si sostituisce: si rettifica emettendo una nota di credito che richiama la fattura sbagliata e, se serve, si emette una nuova fattura corretta.
Richiesta Nota di Credito per Errata Fatturazione
Nel linguaggio pratico si parla di “nota di credito per errore di fatturazione”, ma la base giuridica varia a seconda della causa. Quando l’errore deriva da inesattezze di fatturazione o da un accordo sopravvenuto tra le parti che riduce il corrispettivo, la variazione si fonda sul comma 3 dell’art. 26; in questi casi la prassi e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate ricordano che la nota di credito va emessa entro un anno dal momento di effettuazione dell’operazione risultante dalla fattura, perché siamo davanti a una correzione della fattura stessa o a una rideterminazione convenzionale del prezzo. Quando invece la fattura va stornata perché l’operazione è stata annullata, revocata, risolta o dichiarata nulla, la riduzione si fonda sul comma 2 e non sconta il medesimo limite annuale, trattandosi di venir meno dell’operazione. Il diritto al recupero dell’imposta tramite nota di credito resta, in ogni caso, esercitabile secondo le regole di detrazione e nei termini ordinari, con le specifiche precisazioni fornite dalla circolare 20/E del 2021.
La disciplina è stata aggiornata per i casi di mancato pagamento legati a procedure concorsuali o esecuzioni infruttuose: oggi si può emettere la nota di credito già all’apertura della procedura (ad esempio dalla sentenza che apre la liquidazione giudiziale), senza attendere la sua chiusura. È una novità importante perché consente a chi ha fatturato e versato l’IVA di recuperarla in tempi più rapidi, ferma restando l’eventuale variazione in aumento se, in seguito, il credito viene soddisfatto in tutto o in parte. Su questo punto i documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate e gli studi dei commercialisti hanno consolidato le istruzioni operative.
Con l’obbligo di fatturazione elettronica, la nota di credito si trasmette attraverso il Sistema di Interscambio con il tipo documento TD04; quando ricorrono i presupposti della semplificazione, si può usare la nota di credito semplificata TD08. Nel file XML occorre richiamare i dati della fattura rettificata, così da “agganciare” tecnicamente la variazione all’originario documento; l’Agenzia delle Entrate spiega in guida ufficiale come compilare i campi corretti e in quali casi adottare i codici TD04 o TD08. La versione 1.10 della guida (aprile 2025) riepiloga inoltre la coerenza tra causali e codici documento, con controlli aggiornati del Sistema di Interscambio. Dal punto di vista pratico, chi riceve una fattura sbagliata deve inviare una richiesta formale al fornitore indicando con precisione numero e data della fattura, natura dell’errore e conseguenze economiche, e allegando i riscontri utili (ad esempio l’ordine, il contratto, il DDT, la mail con le condizioni). La richiesta può fondarsi su inesattezza dell’imponibile o dell’aliquota, su storni per merce resa, su sconti concessi dopo la fattura, su rinegoziazioni del prezzo o sulla totale inesistenza dell’operazione. È opportuno specificare se si chiede uno storno totale o parziale e se ci si attende anche l’emissione di una nuova fattura corretta. Sul piano tecnico-contabile, chi emette la nota di credito riporta l’aliquota e la natura IVA coerenti con l’operazione originaria e indica espressamente i riferimenti della fattura rettificata; chi la riceve la registra nel periodo di ricezione e rettifica la detrazione in diminuzione in modo speculare, senza retrodatare gli effetti. Queste modalità di comportamento discendono direttamente dall’art. 26 e dalle regole sulla detrazione.
Non tutti gli errori richiedono una nota di credito. Gli errori meramente formali che non incidono su base imponibile, imposta o natura dell’operazione (ad esempio un refuso nell’indirizzo) non impongono rettifiche IVA; in ambiente elettronico, però, il documento già “consegnato” tramite SdI non può essere riscritto, perciò nella prassi si preferisce spesso stornare e riemettere solo quando l’errore formale rende il documento poco utilizzabile in contabilità o nei rapporti commerciali. Diverso è il caso di un errore sostanziale sull’aliquota o sull’imponibile: qui la nota di credito è il veicolo fisiologico per ripristinare la corretta imposizione e allineare la detrazione dell’acquirente. La guida dell’Agenzia alle e-fatture chiarisce esplicitamente che le variazioni in diminuzione transitano con TD04 o, nei casi previsti, con TD08.
Nelle relazioni tra imprese, la nota di credito si accompagna spesso a un nuovo documento corretto. Se, per esempio, è stata applicata un’aliquota sbagliata o è stato fatturato un importo eccedente, il fornitore emette la nota di credito per stornare, in tutto o in parte, i valori errati e, a seguire, emette la fattura “buona”. In ambito elettronico ciò garantisce la quadratura dei registri IVA e dei dati precompilati. Quando l’importo è contenuto e ricorrono le condizioni dell’art. 21-bis sulla semplificata, la nota di credito può essere emessa in forma semplificata TD08; le stesse guide istituzionali ricordano che l’uso del TD08 è subordinato ai presupposti della semplificazione, mentre in tutti gli altri casi resta il TD04 ordinario.
Può capitare che la controparte si trovi in una procedura concorsuale o non paghi. In queste situazioni non si parla più di “errore di fatturazione”, ma di mancato incasso: la via è sempre la nota di credito, però il presupposto per emetterla nasce, per legge, con l’apertura della procedura o con l’infruttuosità dell’esecuzione. La conseguenza è che l’IVA a debito originariamente versata può essere portata in detrazione già dal periodo in cui si emette la nota, fermo il dovere di “riportarla su” con una nota di variazione in aumento se più avanti si ottiene, anche parzialmente, il pagamento.
Sul piano dei tempi, la domanda pratica è sempre la stessa: “entro quando posso chiedere e emettere la nota di credito?”. Per gli errori di fatturazione e per gli accordi sopravvenuti che riducono il corrispettivo, la finestra è quella dell’anno dall’effettuazione dell’operazione indicata in fattura; per i casi di venir meno dell’operazione non opera il medesimo limite annuale; per le procedure concorsuali la nota si può emettere fin dall’apertura. A valle, la registrazione segue il principio del periodo di emissione/ricezione: chi emette recupera l’IVA nella liquidazione del periodo in cui emette la nota o, al più, in dichiarazione annuale; chi riceve riduce la detrazione nel periodo di ricezione.
Un’ultima attenzione riguarda il “come” si formula la richiesta alla controparte. È utile che la richiesta sia tracciabile e motivata, che identifichi senza ambiguità la fattura sbagliata, che indichi il motivo giuridico della rettifica (errore materiale, riduzione del prezzo, merce resa, annullamento dell’ordine, operazione inesistente) e che precisi cosa si chiede in concreto, cioè se uno storno totale o parziale e, se necessario, la riemissione del documento corretto. Nel mondo della fatturazione elettronica la rettifica transita solo per il Sistema di Interscambio: per questo il fornitore dovrà emettere il file TD04 o TD08 con i riferimenti alla fattura rettificata; l’eventuale rimborso al cliente delle somme già incassate segue poi le normali modalità di restituzione e quietanza.
Esempi Richiesta Nota di Credito per Errata Fatturazione
Modello 1 — Generico
Oggetto: Richiesta emissione nota di credito per errata fatturazione – Fattura n. [] del [/__/___]
Il/La sottoscritto/a [Ragione sociale Cliente] – [P.IVA/CF], con sede in [indirizzo completo], in riferimento alla Fattura n. [___] del [data] emessa nei nostri confronti, segnala un’inesattezza che incide sull’importo fatturato e sulla relativa IVA. Ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. 633/1972 chiediamo l’emissione di nota di variazione in diminuzione (nota di credito elettronica – TD04) collegata alla suddetta fattura tramite Sistema di Interscambio.
La richiesta si fonda sul seguente rilievo: [descrivere in modo sintetico e chiaro l’errore riscontrato: importi/calcoli/aliquota/descrizione prestazioni/quantità]. Restano confermati tutti gli altri dati dell’operazione. Preghiamo di trasmettere la nota di credito entro [data ragionevole], indicando in modo esplicito numero e data della fattura rettificata; qualora sia necessario emettere un nuovo documento corretto, restiamo a disposizione per i consueti riscontri.
Al fine di agevolare la lavorazione alleghiamo copia dell’ordine/contratto/DDT/comunicazioni che evidenziano i valori corretti e restiamo disponibili per ogni chiarimento. Si chiede cortese riscontro alla presente all’indirizzo [PEC/e-mail].
Cordiali saluti.
[Luogo e data]
[Firma]
[Nome e Cognome – Qualifica]
[Recapiti]
Modello 2 — Errata aliquota IVA o natura operazione
Oggetto: Richiesta nota di credito per errata aliquota IVA – Fattura n. [] del [/__/___]
Facciamo riferimento alla Fattura n. [___] del [data] relativa a [descrizione beni/servizi]. In sede di controllo contabile è emerso che all’operazione è stata applicata aliquota IVA [__%] in luogo della corretta [__%] ai sensi di [norma di riferimento o regime: es. art. 7-ter operazioni territorialmente non soggette / esenzione art. 10 / reverse charge art. 17, ecc.].
Per allineare la documentazione fiscale, chiediamo l’emissione di nota di credito elettronica (TD04) collegata alla fattura indicata, per lo storno dell’IVA indebitamente addebitata, con conseguente riemissione di nuova fattura corretta che riporti la natura IVA/aliquota corretta e il medesimo imponibile, mantenendo numero d’ordine/contratto e riferimenti originali.
Allegati i riscontri contrattuali e il riferimento normativo, chiediamo cortese riscontro entro [data] e restiamo disponibili a fornire ogni ulteriore documentazione. La presente vale quale formale richiesta di variazione ai sensi dell’art. 26 D.P.R. 633/1972.
Distinti saluti.
[Luogo e data]
[Firma]
[Nome e Cognome – Qualifica]
[Recapiti]
Modello 3 — Importi/quantità errati rispetto a ordine o DDT (storno parziale con nuova fattura)
Oggetto: Richiesta nota di credito per imponibile/quantità non conformi all’ordine – Fattura n. [] del [/__/___]
Con riferimento alla Fattura n. [___] del [data] relativa a [ordine n. … del … / DDT n. … del …], si riscontra la contabilizzazione di [quantità] e [prezzo/unità] difformi da quanto pattuito e consegnato. L’importo corretto risulta pari a € [___] imponibile in luogo di € [___], con scostamento di € [___] e conseguente differenza IVA € [___].
Si richiede l’emissione di nota di credito elettronica (TD04) parziale, con indicazione esplicita del richiamo alla fattura n. [___] e del dettaglio di righe/quantità da stornare, e la contestuale emissione di nuova fattura riportante gli importi coerenti con i documenti di fornitura. Restano invariati CIG/CUP e ogni altro riferimento amministrativo.
Alleghiamo copia di ordine/DDT/accettazione che attestano i valori corretti. Gradiremmo ricevere i documenti sostitutivi entro [data] per poter chiudere la riconciliazione IVA e contabile del periodo. La presente è formulata ai sensi dell’art. 26 D.P.R. 633/1972.
Cordiali saluti.
[Luogo e data]
[Firma]
[Nome e Cognome – Qualifica]
[Recapiti]
Modello 4 — Operazione venuta meno: reso merci/servizio non eseguito (storno totale)
Oggetto: Richiesta nota di credito per annullamento operazione – Fattura n. [] del [/__/___]
La Fattura n. [___] del [data] avente ad oggetto [descrizione beni/servizi] non può essere mantenuta in quanto l’operazione è venuta meno in toto per [reso integrale beni con DDT di rientro n. … del … / recesso/risoluzione del contratto in data … / mancata esecuzione del servizio]. Non essendovi più i presupposti dell’operazione, chiediamo l’emissione di nota di variazione in diminuzione (nota di credito elettronica – TD04) per storno totale di imponibile e IVA, con puntuale richiamo alla fattura originaria.
Qualora siano già state effettuate rimesse a saldo o acconti, restiamo disponibili a concordare le modalità di restituzione/compensazione contestuali all’emissione della nota di credito. In allegato trasmettiamo DDT di reso/accordo di risoluzione/corrispondenza commerciale quale supporto documentale. Si richiede cortese invio della nota entro [data].
Rimaniamo a disposizione e porgiamo cordiali saluti.
[Luogo e data]
[Firma]
[Nome e Cognome – Qualifica]
[Recapiti]
Fac Simile Richiesta Nota di Credito per Errata Fatturazione Word
Di seguito viene messo a disposizione un fac simile richiesta nota di credito per errata fatturazione.